La procura di Brindisi sull’inquinamento della centrale Enel a carbone di Cerano
Dal “il Fatto Quotidiano“:
Brindisi, 15 indagati per la centrale a carbone dell’Enel: “Deturpato l’ambiente”
Ci sono dirigenti dell’impianto e i titolari delle ditte di trasporto tra le persone cui la procura di Brindisi ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Non avrebbero fermato la diffusione delle polveri inquinanti. Contestati al momento solo reati ambientali. Ma le popolazioni della zona denunciano i rischi e i danni per la salute.
L’evento “neve” un’occasione per i corvi neri.
Come era prevedibile l’eccezionale evento metereologico di questi giorni, che ha prodotto le copiose precipitazione nevose e il freddo polare che arriva dal nord Europa, ha determinato un innalzamento dei consumi energetici in tutta l’Italia.
E, altrettanto prevedibilmente, le lobbies dell’energia si sono fatte avanti approfittando del varco mediatico prodotto dalle avverse condizioni climatiche anche se queste, come già sottolineato, sono eccezionali e che, comunque, non potranno durare più di 10-15 giorni.
Rilevante lo spazio che hanno avuto vari portavoce – mascherati da “esperti” - nelle numerose trasmissioni televisive dedicate all’emergenza “neve”, nel corso delle quali, hanno vivacemente sostenuto le ragioni delle diverse società interessate alla costruzione di centrali nucleari (sic!) e, come se non bastasse l’affronto alla volontà popolare espressa nei referendum celebrati appena qualche mese fa, li abbiamo sentiti anche appellarsi al famigerato “mix” energetico ri-propinato in chiave “emergenza”, evidenziando la necessità del ricorso al carbone e sostenendo che “le nostre quote di produzione elettrica con questo combustibile fossile sono basse rispetto agli standard (?) europei“.
Non ci è passata inosservata neanche la nota di Assocarboni, pubblicata da Civonline (qui), che riprende il mantra degli “standard europei” già ascoltati in TV ma, aggiungendo l’orgoglio per l’invidia che suscitano nel mondo impianti come “quello di Civitavecchia“.
La nota, farcita di “urgenze” ed “emergenze”, sottolinea come gli interessi intorno al carbone siano sempre più avidi e arroganti.
Non una riga, anzi, nemmeno una parola, sul fatto che certi cambiamenti climatici siano imputabili proprio all’eccesso di emissioni di “gas serra” – Co2 e altri – generati ai massimi livelli proprio dalla combustione del peggior nemico dell’atmosfera e primo responsabile di effetti negativi sui territori dove incidono gli impianti che lo bruciano.
I sindaci del comprensorio di Civitavecchia si staranno fregando le mani.
Esce Angendaprima 2012: Elezioni amministrative, TD, Movimento 5 Stelle e la competizione elettorale del 2012
Torna nelle edicole e nei bar di Tarquinia il nostreo giornalino politico-culturale, questa volta con il nome di agendaprima, tutto colori. Il bollettino titola in prima pagina “Elezioni amministrative, TD e la competizione del 2012“, introducendoci subito a quello che è l’argomento principale di questo numero, arricchito anche dal sostanzioso contributo del Movimento 5 Stelle di Tarquinia a pg 3.
Potete scaricare l’intero numero di agendaprima al link: http://www.tarquiniademocratica.it/docPDF/TD%20agendaprima.pdf
Arsenico: il TAR del Lazio ammette i ricorsi e apre la strada ai risarcimenti.
Si è appreso dal TG1 di domenica 22 Gennaio 2012 che il T.A.R. del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Codacons relativo alla richiesta di risarcimento per la presenza di arsenico nelle acque distribuite negli acquedotti di alcune regioni italiane tra le quali anche la nostra.
Secondo le fonti (Repubblica.it qui linkata) si tratterebbe di un “fatto illecito costituito dall’esposizione degli utenti del servizio idrico ricorrenti ad un fattore di rischio (l’arsenico disciolto in acqua oltre i limiti consentiti in deroga dall’Unione Europea, 10 mg/l), almeno in parte riconducibile, per entità e tempi di esposizione, alla violazione delle regole di buona amministrazione. Violazione che determina un danno non patrimoniale complessivamente risarcibile, a titolo di danno biologico, morale ed esistenziale, per l’aumento di probabilità di contrarre gravi infermità in futuro e per lo stress psico-fisico e l’alterazione delle abitudini di vita personali e familiari conseguenti alla ritardata ed incompleta informazione del rischio sanitario“.
I circa 2000 cittadini che hanno affidato il ricorso alla nota associazione di consumatori avranno diritto ad un risarcimento economico.
Ma, il fatto più importante resta quello per il quale molti altri utenti potranno adire alle vie legali per ottenere, anche sul piano penale, soddisfazione per quanto concerne i pericoli a cui sono stati indebitamente sottoposti.
Gli sviluppi della vicenda non potranno non riguardare anche la nostra città che, da tempo, è oggetto di attenzioni proprio per la presenza di arsenico nell’acqua degli acquedotti comunali superiore ai 10 microgrammi/litro.














